SINOSSI

Ispirato a tre storie vere. Al confine con la Svizzera, in Val Grande, c’è la zona wilderness più grande d’Europa (152km quadrati). Dove non ci sono strade, negozi, paesi, pali della luce o segni dell’uomo. In questa natura incontaminata vive ancora un’ultima persona. Padre Sergio, monaco benedettino di oltre 80 anni, ha passato quasi tutta la vita in una vecchia baita che lui stesso ha ricostruito. Con il monaco abita anche Gianmaria, un piccolo e tozzo uomo dal fare buono, che da diversi anni assiste Padre Sergio in tutti i suoi bisogni. Di ritorno dal paese più vicino per provviste, a 4 ore di cammino fra i monti, Gianmaria si presenta con due persone mai viste prima. Sono due ragazzi disperati e assolutamente molto preoccupati. Sono stremati dalla fatica per il lungo cammino e stranamente non sono lì per incontrare il vecchio monaco. Stanno invece cercando un'altra persona che, in gran segreto, è ospite da Padre Sergio da oltre un mese, al quale i due nuovi arrivati presentano una richiesta che non può aspettare. Di vita o di morte. Così, il loro arrivo, stravolgerà e metterà a rischio per sempre la pace e la serenità di uno degli ultimi angoli di Paradiso rimasti in Terra.

IL FILM

Tre storie vere. Che nella realtà non si sono mai incontrate. Ma che si incontrano in questo film. Quella di Mastro, un ricercatore costretto a fuggire dall'Italia per le sue idee poco convenzionali, quella di Gea, una ragazza alle prese con una battaglia fra la vita e la morte e quella del monaco benedettino PADRE SERGIO, scomparso nel Settembre del 2014 all’età di 84 anni. Noto per aver passato oltre 40 anni della sua vita in un monastero da lui stesso ristrutturato a Marmora (CN) in alta Val Maira. Nel corso della sua vita, Padre Sergio ha fatto nascere una grande Biblioteca fatta di volumi oggi introvabili, alcuni anche del 1.500. Più di 70.000 libri, ammassati e incastonati, come in un labirinto, fra le stanze del fatiscente monastero di Marmora. Oggi la sua Biblioteca è fra le più alte d’Europa (oltre 1500 metri d'altezza) e rischia di andare perduta. E' stimata in oltre 2 milioni di Euro di valore.

LOCATION

Il film è stato girato prevalentemente nella zona wilderness più grande d'Europa: la Val Grande, in provincia di Verbania. Quest'area di 152 km quadrati è priva di segni di vita. Non ci sono strade, case, negozi, pali della luce o segni di civiltà. Alcune zone della Val Grande sono ancora inesplorate all'uomo. Una parte del film è poi stata girata presso il monastero benedettino di Marmora dove Padre Sergio ha vissuto per oltre 40 anni della sua vita e dove tutt'oggi si trova ancora la sua Biblioteca.

PRODUZIONE

Il film è stato prodotto in parte in crowdfunding in azionariato popolare sulla piattaforma PRODUZIONI DAL BASSO. Oltre 500 sottoscrittori hanno finanziato il film con quote da 50 Euro. Sono stati raccolti oltre 80.000 euro che fanno de LA TERRA BUONA il film con la più grande raccolta in quote mai realizzato in Italia. Il film inoltre, è stato reso possibile grazie al supporto di Film Commission Torino Piemonte, FIP (Film Investimenti Piemonte), il Parco Nazionale della Val Grande e in particolare grazie all'Associazione Alpe Capraga. Essendo la Val Grande un posto difficile da raggiungere dal punto di vista logistico, gli abitanti di Capraga, ultima borgata raggiungibile in auto, hanno ceduto alla produzione del film le loro abitazioni per i 2 mesi di riprese del film.

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